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Intervista con Steven Zeeland

by Andrea Visconti, Babilonia

“Ho intervistato centinaia di cosiddetti “military chaser”, predatori sessuali di militari, e invariabilmente I Marines sono la preda piu ambìta. In secondo posto ci sono I marinai e al terzo ci sono I piloti dell’aviazione. Sono pochi quelli che hanno un preciso interesse per I soldati dell’esercito.” – Steven Zeeland

“Io non posso dire di essere ossessionato con I Marines come molti dei gay che ho intervistato. Gli uomini che hanno veramente questa ossessione non perdono tempo come me a scrivere libri. La loro intera esistenza è focalizzata a perseguire incontri sessuali ed amorosi con l’Arma più esclusiva e selettiva delle Forze Armate americane”.

Parla Steven Zeeland. è l’autore di “Military Trade”, un libro uscito all’inizio di aprile negli Stati Uniti che esplora sia dal punto di vista culturale che sociologico la passione che molti omosessuali americani hanno per I Marines. è una passione che non ha niente a che vedere con il fascino per le divise e le uniformi. Si tratta invece di una irresistibile attrazione per la mascolinità fatta non solo di muscoli e fisici possenti ma anche di valori morali come l’eroismo, la capacità di sottostare ai rigori dell’addestramento e la solidarietà estrema fra compagni d’arma. Zeeland conosce molto bene l’argomento di cui scrive. Ha già scritto quattro libri su questo tema. Il primo, “Barrack Buddies and Soldier Lovers”, esplorava la sessualità dei soldati semplici. Nel secondo, “Sailors and Sexual Identity”, ha esaminato l’erotismo fra marinai e nel 1996 aveva pubblicato “The Masculine Marine”, una ricerca all’interno dell’omoeroticismo nell’arma dei Marines.

Ora con “Military Trade” si spinge un passo più in là e, facendo cadere la barriera fra omosessualità ed eterosessualità, descrive I meccanismi che scattano quando i Marines vengono “sedotti” da uomini che li ammirano precisamente per la loro mascolinità. Il libro non ha la leggerezza di un romanzetto porno ma neppure pretende di essere un trattato universitario. Le credenziali di Zeeland tuttavia sono a posto: a trentotto anni è ricercatore associato presso il Ceres, Centro per la Ricerca e l’educazione sessuale, della San Francisco State University.

Domanda: “Come è iniziato il tuo interesse per il mondo dei militari?”

Risposta: Ero uno studente alla University of Michigan quando scoprii quel mondo per la prima volta. Sono cresciuto in una famiglia progressista e pacifista e nessuno dei miei parenti ha mai perseguito una carriera militare. Ma ai tempi dell’università il mio migliore amico d’infanzia fece il servizio militare e passò un periodo in una base americana in Germania. Trovavo il mio amico molto attraente benché fosse etero e sposato e cosi’ lo andai a trovare in Europa. Decisi di rimanere e le forze armate Usa mi offrirono un lavoro come civile. Non avevo nessuna attrazione particolare per I militari ma nel corso degli otto anni che trascorsi in Germania le cose cambiarono I gli uomini in divisa divennero la mia passione.

Domanda: “Ma dai tuoi libri emerge che non tutte le divise scatenano la stessa energia erotica . . . ”

Risposta: Ho intervistato centinaia di cosiddetti “military chaser”, predatori sessuali di militari, e invariabilmente I Marines sono la preda piu ambìta. In secondo posto ci sono I marinai e al terzo ci sono I piloti dell’aviazione. Sono pochi quelli che hanno un preciso interesse per I soldati dell’esercito.

Domanda: “Perche’ I Marines sono la preda più desiderata?”

Risposta: Prima di tutto nella preselezione solo I più forti possono entrare a far parte di quest’arma. Poi devono sottostare ad un addestramento fisico assai rigido. In terzo luogo, dato che sono un’arma d’assalto, hanno un livello di aggressività mascolina che I predatori di militari trovano affascinante. Sono uomini che rischiano la vita e questo elemento è spesso irresistibile per molti “chaser”. Hanno inoltre un senso del dovere e degli ordini gerarchici più profondo che non gli altri militari e anche questo diventa un fattore di attrattiva fortissimo.

Domanda: “Un’immagine ben differente da quella dei marinai . . . ”

Risposta: “Da molti decenni il marinaio è un simbolo della sessualità gay. Il marinaio solo e arrapato a bordo di una nave per molti mesi è un’immagine che è entrata a far parte della cultura omosessuale. Ma alcuni pradatori di marinai mi hanno messo in risalto un altro aspetto curioso: I pantaloni dei marinai sono tagliati in un modo tale che si sbottonano facilmente e questo particolare stimola la fantasia di chi è alla ricerca di una sveltina.

Domanda: “Non ti disturba politicamente essere attratto dai militari?”

Risposta: È un errore confondere la passione per le uniformi con quella per gli uomini che servono nelle Forze Armate. I predatori di militari non sono affatto estremisti di destra e il più delle volte non sono interessati all’uniforme. Sono attratti dalla forza fisica, dalla disciplina mentale e soprattutto dal senso di fratellanza e solidarieta’ che esiste fra militari. Ci sono naturalmente eccezioni e in qualche caso I “chaser” sono veri e propri fascisti che mescolano la sessualità con la potenza militare.

Domanda: “La tua passione per I Marines ti ha mai messo nei guai?”

Risposta: A me non è mai successo niente, ma ho intervistato gente che si è trovata un coltello puntato alla gola o due mani intorno al collo. Ma I violenti non sono mai Marines, sono uomini di altre armi delle Forze Armate. Io stesso sono rimasto sorpreso nel sentire quanto sono rari episodi di violenza fra predatori e uomini in divisa.

Domanda: “Il modo in cui un Marines lancia segnali di essere interessato è diverso dal modo in cui comunicano I gay in generale?”

Risposta: In genere i Marines sono di poche parole e la stragrande maggioranza di quelli che ci stanno preferisce il ruolo passivo. Anche durante la “caccia” dunque sono passivi.

Domanda: “Come spieghi la loro preferenza per il ruolo passivo”.

Risposta: Molti Marines ritengono che sopportare il dolore sia una prova di mascolinità e non percepiscono dunque nulla di femmineo nel farsi penetrare.

Domanda: “Dai tuoi studi emerge che la percentuale di gay nelle Forze Armate è superiore, inferiore o uguale alla percentuale nel mondo civile?”

Risposta: È impossibile rispondere, ma sicuramente fra I militari la linea di demarcazione fra eterosessualità ed omosessuale è molto più confusa. C’è un senso di cameratismo molto superiore che non fra I civili. Nel mio libro racconto per esempio di quanto di frequente I Marines si massaggiano fra di loro, guardano la televisione con la testa uno in grembo all’altro, si sdraiano a letto insieme leggendo lo stesso giornale. Ma una delle attività più comuni fra Marines è la masturbazione di gruppo. Mettono nel videoregistratore un filmetto porno e quando sono eccitati si calano I pantaloni e si massaggiano di fronte a tutti. In “Military Trade” riferisco di un Marine etero che al momento del congedo si dice dispiaciuto che non potrà più esibire la sua erezione per il piacere masturbatorio di un altro Marine.

Domanda: “L’omosessualità fra Marines è un fattore recente, emerso con il movimento dei diritti dei gay?”

Risposta: No, all’inizio del secolo l’attività omosessuale fra Marines era molto superiore di quanto non sia adesso. Nel 1860 per esempio vi fu una sorta di crociata da parte di un Marine fervente cristiano che cercò di mettere un freno a quella che sembrava essere un’attività omosessuale sfrenata fra Marines. Nel 1917 invece a Newport, una città militare nello stato di Rhode Island, ci fu una caccia ai Marines omosessuali. Furono ingaggiati numerosi giovani marinai di bell’aspetto il cui compito era di sedurre I Marines. Se questi si facevano penetrare erano vergognosi elementi da allontanare. Se invece preferivano penetrare I marinai allora la loro tendenza sessuale non era riprovevole. Ma il risultato è che I marinai-spie si trovarono a compilare esileranti relazioni scritte nelle quali raccontavano nei minimi particolari posizioni e attivita’ sessuali con centinaia di Marines. La situazione era cosi’ fuori controllo che fu messa fine a questa caccia alle streghe.

Domanda: “Chi è quel giovane mezzo nudo con un tatuaggio dei Marines sul braccio, che appare sulla copertina del tuo libro?”

Risposta: È un etero che un giorno rispose ad un’inserzione apparsa su una rivista militare. Un fotografo cercava culturisti da fotografare. Visto che I Marine sono spesso a corto di soldi, il giovane in questione acconsenti’ che le sue foto, molto esplicite, apparissero sulle pagine della rivista gay “Torso”. Il suo caso non è isolato. Numerosi Marines etero vanno molto fieri dei loro corpi muscolosi e sono sostanzialmente esibizionisti della loro mascolinità. Succede infatti che si prestino a farsi fotografare per riviste porno o addirittura ad apparire in filmetti, prodotti per lo più in California.

Domanda:`”C’è mai stata una reazione ufficiale del Pentagono ai tuoi libri?”

Risposta: No, ma so che il Pentagono è al corrente della loro pubblicazione. Ma non ci sono mai stati commenti ufficiali perché l’ultima cosa di cui il dipartimento della difesa Usa ha bisogno è un altro scandalo di natura sessuale.

Intervista con Steven Zeeland by Andrea Visconti